Articolo pubblicato dall'armeria il 19/09/2018
La storia delle armi ad aria compressa
Le prime armi ad aria compressa furono pensate come alternativa alle armi a polvere da sparo nel 18° secolo ma la meccanica del periodo non pemetteva soluzioni efficaci e le poche armi fabbricate risultarono degli esperimenti. Nel 19° secolo migliorò la precisione delle tecniche meccaniche e delle guarnizioni, in precedenza realizzate in cuoio, riuscendo a realizzare le primi armi ad aria compressa efficaci. Rispetto alle armi da fuoco si cercava di ottenere potenza con calibri attorno ai 9 mm. Furono impiegate durante viaggi di esplorazione in nordamerica ed in ambito militare fuoro impiegate solamente dall'esercito austriaco.
La compressione si otteneva con pompe manovrate a mano di notevoli dimensioni per poter raggiungere 300 atmosfere, con problemi di calore e perdite nelle guarnizioni oltre che nelle valvole. L'aria veniva immagazzinata in serbatoi integrati nel calcio dell'arma oppure separati. Furono progettati fucili con la pompa incorporata, difficili da realizzare. Il colpo rispetto alle armi da fuoco era meno efficace oltre ad una perdita di potenza graduale colpo dopo colpo, con problemi di mira. Dal punto di vista acustico lo sparo risultava udibile da un soldato o da animali durante la caccia.
Tutti questi aspetti poco pratici concorsero a relegare le armi ad aria ad oggetti sportivi, in cui prevale la richiesta di precisione alla potenza.
Le armi ad aria corte o lunghe hanno le stesse forme delle armi da fuoco, canna rigata o liscia, calibri da 4.3mm, 4.5mm, 5mm, 5.5mm e 6.35mm e sono usate per il tiro a segno a potenza non elevata. Il proiettilo viene spinto comprimendo un gas, aria o generalmente anidride carbonica.
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Ad aria compressa
Un pistone contenuto in un cilindro viene fatto arretrare meccanicamente da una leva o per abbassamento della canna, determinando la compressione di una una molla ed aspirando aria dall'esterno, immagazzinata nel cilindro. Facendo tornare la leva o la canna nella posizione iniziale, il pistone resta arretrato e scatta quando viene premuto il grilletto e l'aria contenuta nel cilindro verrà spinta da un foro situato dietro la canna. La pressione generata espelle il proiettile, a colpo singolo.
Armi ad aria o gas precompressa
Il gas è compresso preventivamente e lo scatto del grilletto ne genera l'espansione con e la fuoriuscita del proiettile.
Le armi ad aria precompressa si suddividono in PCA e PCP.
PCA
La compressione preventiva avviene dall'azionamento di una leva e l'aspirazione di aria in un cilindro e la sua successiva compressione da un movimento contrario della leva e la spinta in avanti del stesso. Normalmente a colpo singolo, esistono anche con cartucce inserite in un tamburo o nel serbatoio per uno spo a ripetizione.
PCP
Sono caricate da bombolette a gas, in genere anidride carbonica e permettono lo sparo a ripetizione senza dover ogni volta ricaricare l'arma. Ad ogni scatto del grilletto una valvola libera del gas sufficiente allo sparo ed i proiettili sono inseriti in un tamburo ruotante. Nelle armi da tiro informale le bombolette sono solitamente alloggiate nel calcio mentre in quelle da gara a colpo singolo sono situate sotto la canna.
Rinculo, gittata, munizioni
Il rinculo nelle armi ad aria precompressa è nel suo principio fisico simile a quello delle armi da fuoco. Nelle armi ad aria compressa è influenzato dallo spostamento in avanti del pistone ed è in meno percepibile e si presenta con uno spostamento in avanti ed in basso dell'arma, contrario al rinculo. Non influenza il tiro, perchè appare quando il proiettile è già uscito dalla canna. Il volume di aria compressa è sempre superiore al volume interno della canna stessa.
Le armi ad aria precompressa sono usate nel tiro agonistico per lo scarso rinculo, per il peso contenuto e per il basso stress alla mano ed al braccio del tiratore e per il tiro preciso. Sono dotate di mire di precisione e la distanza è sui dieci metri. La gittata massima arriva ai 200 - 300 metri, la gittata utile dai 20 - 50 metri.
Per il tiro al bersaglio di precisione si usano proiettili di piombo a testa piatta, wadecutter o "Diablo", per lasciare fori netti nei bersagli di cartone.
Per il tiro informale, o "plinking", si usano quelli a proiettili a punta semisferica dotati di una buona precisione sulla lunga distanza e di una maggiore penetrazione.
Altri proiettili sono a punta, detti point, a punta cava, o hollow point, sferici dotati di scarsa precisione poiché servono principalmente per le canne lisce, capaci di buona penetrazione ma soggetti a rimbalzo o in plastica con punta in acciaio per una maggior penetrazione. La grammatura dei proiettili va da 0,45 grammi ad 1,60 grammi.
Sulle pistole ad aria precompressa o gas e sulle carabine a bassa potenza si usano proiettili di 0,45 e 0,55/0,57 grammi. In passato per le carabine a canna liscia, si usavano i "piumini", proiettili appuntiti in ferro e sul dietro una quantità di pelo o materiale sintetico, per impedire che l'aria di spinta passasse ai lati del proiettile. Vantaggiosi perchè riutilizzabili, non deformandosi, sono lentamente ma ad alto costo e bassa precisione e potenza.
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